Don Carlo Costamagna

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Foto.01Don Carlo Costamagna [Rescaldina (MI), 30 Aprile 1923 – Cherasco (CN), 20 Agosto 1986], sacerdote e educatore, fu Parroco della Parrocchia di Santa Maria della Passione a Milano dal 1968 al 1986. Figura di grande statura spirituale, umana e culturale, manifestò da sempre amore ed attenzione per le persone disabili e le loro famiglie, prodigandosi per sostenere ogni possibile iniziativa in loro favore.

Nel 1985 mise a disposizione i locali della Parrocchia, incoraggiando i genitori di alcuni ragazzi con sindrome di Down a realizzare un loro desiderio ovvero un progetto per "creare un luogo di lavoro per i loro ragazzi". Nacque così la Cooperativa sociale dell'Olivo, di cui don Carlo fu ispiratore, e che, nel 1986, iniziò a svolgere attività a favore di giovani con disabilità.

Alcuni anni dopo la sua morte, il 15 giugno 1998, venne costituita la Fondazione don Carlo Costamagna - ONLUS; dedicata proprio a don Carlo perché, sin dagli inizi di tali attività a sostegno delle persone con disabilità, egli ne incoraggiò l'attuazione e lo sviluppo con grande magnanimità ed indimenticabile paternità.

Un ricordo di Guido Garrone, Presidente della Fondazione

"Ricordo don Carlo come fosse ieri eppure sono passati più di 30 anni. Allora ero un giovane universitario e facevo caritativa coi ragazzi nell'Oratorio di Santa Maria della Passione.
Don Carlo non 'interferiva' mai nella conduzione dell'Oratorio ma ci guardava spesso e aveva con noi un rapporto cordiale, nelle serate della bella stagione ogni tanto ci invitava sulla terrazza della Canonica a prendere un gelato e, con l'occasione, chiacchierava allegramente e domandava...
Ricordo che discutendo del nostro impegno ci fu detto: 'La generosità col tempo stanca. Un'opera di carità non si regge sull'impeto della generosità, ma sulla gratitudine e sulla memoria di un Incontro. I sacrifici che vengono compiuti e la generosità che c'è tra voi sono grandi perché, con diverse intensità hanno a cuore l'opera di un Altro. Il sacrificio più grande è dare la propria vita per l'opera di un Altro.'
Allora non capivo bene ma oggi, distillate dal tempo passato, queste parole riemergono prepotentemente nella mia memoria in tutta la loro verità e mi danno la ragione essenziale per procedere nella nostra opera giorno dopo giorno ."

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